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La prostata è una ghiandola maschile che circonda il collo della vescica e l’uretra e si trova davanti al retto. In condizioni normali ha le dimensioni di una noce, ma con il passare degli anni e a causa di alcune patologie può ingrossarsi fino a dare disturbi, soprattutto di tipo urinario. Sottoporsi a controlli periodici consente la diagnosi precoce di patologie benigne, come l’ipertrofia prostatica benigna, le prostatiti e altro ancora, ma  soprattutto di patologie tumorali.

Il tumore della prostata è il risultato della complessa interazione di più fattori, tra i principali:

  • l’età (il tumore è più frequente dopo i 50 anni)
  • la familiarità
  • uno stile di vita poco salutare: obesità, mancanza di esercizio fisico, dieta ricca di grassi saturi.

 

Cosa fare per prevenire le patologie della prostata?

Non esiste una prevenzione primaria specifica, ma sono utili alcune regole comportamentali: mantenere il peso nella norma, svolgere attività fisica, aumentare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali, ridurre quello di carne rossa e cibi ricchi di grassi saturi, evitare un’elevata assunzione di alcolici.

La prevenzione secondaria consiste, per gli uomini di età superiore ai 50 anni, o superiore ai 40 anni in presenza di familiarità per la malattia, nel sottoporsi ogni anno ad una visita urologica con prelievo per dosaggio del PSA (Prostate Specific Antigen – Antigene Prostatico Specifico). Un’ecografia prostatica consente inoltre di rilevare la presenza di ipertrofia e di eventuali neoformazioni della ghiandola.

La diagnosi precoce è fondamentale, se riconosciuto in tempo il tumore della prostata è guaribile. Nella fase iniziale il carcinoma della prostata è generalmente asintomatico, con il progredire della malattia compaiono alcuni sintomi urinari, che comunque possono essere presenti anche nell’iperplasia prostatica benigna (IPB); da considerare inoltre che l’antigene prostato-specifico può aumentare non solo in presenza di tumore ma anche nelle patologie infiammatorie della prostata o nell’IPB. Per tale motivo è importante una valutazione dello specialista, in grado di integrare i dati per formulare una diagnosi, e, se necessario, consigliare ulteriori esami di conferma diagnostica.

 

 

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